L’Ospedale lo conosco anch’io

L'Ospedale lo conosco anch'ioL’ospedalizzazione non è fortunatamente un fatto ordinario. Tuttavia, tutti quanti noi abbiamo avuto nella vita un incontro ravvicinato con un camice bianco: vaccini, influenza, cadute, il dentista. E sono davvero pochi quelli che possono dire di aver affrontato, soprattutto da piccoli, con entusiasmo queste occasioni. Il progetto L’Ospedale lo conosco anch’io prende il via proprio da questo dato di fatto e dalla consapevolezza che si teme soprattutto ciò che non si conosce.

Il Progetto

L’Ospedale lo conosco anch’io è un’iniziativa educativa nata e sviluppata grazie ad un’efficace collaborazione e condivisione di intenti fra la Scuola in Ospedale – IV Circolo, l’Azienda Ospedaliera – Reparto di Pediatria Oncoematologia e il Servizio Scuole d’Infanzia del Comune di Parma, al finanziamento e alla collaborazione dell’Associazione Noi per Loro e il sostegno della Fondazione Cariparma.

I bambini delle scuole dell’infanzia di Parma sono stati coinvolti in un percorso didattico-educativo che gli ha portati a confrontarsi con i loro coetanei, con gli insegnanti e le loro famiglie sul tema “ospedale”, producendo infine disegni e storie entrati a far parte della mostra itinerante I bambini raccontano… ospitata in vari contesti educativi della città.

Il viaggio è incominciato però con Tilly.

Tilly L'Ospedale lo conosco anch'io Noi per Loro onlus ParmaTilly è una farfalla speciale che girovagando alla ricerca di luoghi sempre nuovi incontra Celestino, un bambino che vive l’esperienza dell’ospedale. Questa storia è stato lo stratagemma del mondo degli adulti per entrare in quello dei bambini, per suscitare il loro interesse ed invogliarli a esprimere paure, timori, bisogni, idee, pensieri. Per capire come vivono il rapporto con il loro corpo e con l’eventualità che questo si ammali.

La storia di Tilly e Celestino continua ad accompagnare i bambini in questo percorso grazie a Giochiamo con Tilly, un gioco per PC/Mac, distribuito a tutti i piccoli partecipanti insieme al libricino della storia e ad un gioco da tavolo che riprende le avventure dei nostri due eroi.

Tilly e Celestino sono due personaggi con cui i bambini si possono facilmente immedesimare, e in particolare Tilly è stata pensata per essere la guida ideale per la  scoperta e l’esplorazione di un mondo che non si conosce e si teme. Tilly è colorata, simpatica, curiosa, girovaga, sa tante cose ma non fa la sapientona, non ti riempie la testa di parole per le spiegazioni ma ti accompagna e ti sostiene mentre tu esplori e conosci il mondo direttamente.

Il progetto ha richiesto ai bambini di confrontarsi con se stessi e di mantenere l’attenzione viva su un argomento per un periodo di tempo molto lungo. Attività molto faticose a tutte le età, ma lo è ancora di più in quello stadio dello sviluppo in cui si insegue la novità a tutti i costi e per gli adulti “sei solo un bimbo”. Eppure più di 2200 bambini, di età compresa fra i 3 e i 6 anni, impegnati per un anno e mezzo nello stesso progetto hanno prodotto un qualcosa che ha fatto dire al dott. Giancarlo Izzi, direttore del Reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale Maggiore di Parma, nel corso del seminario Prendersi cura del bambino nel suo contesto di vita, tenutosi a conclusione del progetto «Raramente bambini in età della scuola dell’infanzia vengono coinvolti in un percorso di salute e non di sanità. L’esperienza che abbiamo vissuto, quindi, è stata unica e particolarmente emozionante perché ha messo in evidenza tanti valori, dal punto di vista dei piccoli, che noi adulti non consideravamo».

Perché Noi per Loro l’ha sostenuto

Il bambino ammalato è un bambino, che come tutti i bambini ha il diritto di vivere in un ambiente accogliente, sereno, tranquillo, ha il diritto di giocare e di vedere la mamma dietro i fornelli che gli prepara il suo piatto preferito, ha diritto ad un’infanzia. Fino a pochi anni fa la malattia rubava la salute, ma anche l’infanzia.

Sin dalla sua fondazione Noi per Loro ha sposato i principi della cura globale, ossia non perdere mai d’occhio la vita del bambino nella sua totalità, concentrazione massima sulle terapie, le medicine, le attrezzature mediche, senza dimenticare però i colori, la fantasia, i giochi, la scuola… la mamma dietro i fornelli che cucina, senza dimenticare che un bambino ammalato è un bambino. Per questa ragione Nella Capretti, presidente di Noi per Loro onlus, nel libricino che accompagna Giochiamo con Tilly, scrive: «L’Associazione Noi per Loro da oltre 20 anni è al fianco delle famiglie dei giovani ricoverati in ospedale e conosce bene quanti problemi e preoccupazioni i bambini ammalati devono affrontare e quanto sia importante eliminare il maggior numero possibile dei loro disagi: la paura dell’ospedale è uno di questi. Per questo motivo Noi per Loro ha sostenuto con entusiasmo il progetto che aveva come obbiettivo “togliere la paura dell’ospedale”».

Nel 2008 L’Ospedale lo conosco anch’io riceve il premio Città ideale all’undicesima edizione di DIREeFARE la rassegna sui progetti di innovazione della Pubblica Amministrazione della Regione Toscana, con la seguente motivazione:

Il progetto promuove un’immagine dell’ospedale come luogo sereno, accogliente, di cura, risanamento e guarigione. Contribuisce alla costruzione dell’identità del bambino, facendo emergere i sentimenti e le emozioni legati al percorso di malattia, e educando alla comprensione degli eventi della vita


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