La grande domanda che l’Uomo si pone è se possa bastare a se stesso, andare avanti da solo, come individuo che scopre ogni giorno mondi nuovi, o se fermarsi alla sua dimora, confermandosi nella sua identità all’interno della comunità di riferimento. In una parola: vivere e condividere lo “stare insieme” quotidiano, oppure perdersi per strada alla ricerca continua di altro.
Se l’“insieme” in matematica ha un significato neutro, oggettivo trattandosi di un raggruppamento di elementi di qualsiasi tipo, numerico, logico o concettuale, che può essere individuato mediante una caratteristica comune agli elementi che gli appartengono, nella realtà diviene un avverbio ambizioso e temerario a un tempo.
Secondo il dizionario di De Mauro, il lemma insieme è attestato nell’italiano fin dal XIII secolo e sta ad indicare unione, associazione, condivisione, convivenza e armonia. Ma il suo significato più pregnante lo raccoglie quando indica reciprocità: convincersi insieme a fare qualcosa. È, dunque, un termine così potente ed evocativo che va maneggiato con grande attenzione e basta elencare i suoi contrari per rendersene conto: senza, da solo, separatamente. Insieme non è solo una parola speciale, di quelle che ci tengono compagnia quando la vita ci strapazza, ma è un modo di essere, di proporsi nella società, di prendere parte. È il discorso con cui indirizziamo la nostra esistenza, lo spazio del riconoscimento dell’altro, il fondamento del legame, l’origine comune, l’abbraccio emotivo. È bello sentirsi parte di un insieme, di scoprire che, pur senza accorgersene, inevitabilmente si è partecipi di qualcosa che ci mette in contatto, ci unisce, ci determina. Basta fermarsi a pensare ed è facile rendersi conto che nella nostra vita facciamo incetta d’insiemi, ne abbiamo una collezione vasta che si arricchisce ogni istante di nuovi elementi. Siamo parte dell’insieme dei mariti o delle mogli, degli studenti, degli scalatori di montagna o dei pescatori, dei mammiferi mancini o dei suonatori di pianoforte e così via enumerando. Ciascun insieme ha una sua caratteristica, una sua identità, che gli dà voce, lo distingue, ne stabilisce la sapienza, la ricchezza. Catalogazioni tanto diverse che, tuttavia, hanno un rimando comune, un punto di convergenza a cui non possono sottrarsi. Un insieme, lo stare insieme, il sentirsi partecipe di una causa collettiva non si esaurisce nell’io né si perde nel tu, ma ci apre al mondo culminando in un Noi così grande da abbracciare l’intera umanità, da farci ricordare che nessuno potrà mai salvarsi da solo.
Questo articolo è tratto dal numero 33 di Noi per Loro News di dicembre 2024.